Finestre e porte per un bagno a norma di legge

25 . May . 2018 | in Comfort abitativo, Architettura e design, Curiosità


Gli aspetti di cui tenere conto quando si progetta un bagno sono tanti. Quando si costruisce una nuova abitazione o se ne ristruttura una esistente, ma anche quando si interviene su un solo bagno, è obbligatorio attenersi alle norme igienico-edilizie e di sicurezza. Anche per porte e finestre.

Molto più di altri ambienti, il bagno è uno spazio cardine all’interno di un’abitazione. È un luogo che per sua natura deve essere confortevole e rilassante, ma al tempo stesso estremamente funzionale, dal momento che sovente racchiude in sé anche la funzione di locale di servizio. Le variabili da tenere in considerazione al momento della ristrutturazione o della sua progettazione sono molte, basti pensare che è un ambiente che vede la presenza simultanea di un sistema idrico ed uno elettrico.

Non a caso, infatti, norme igienico-edilizie e di sicurezza regolano le caratteristiche non solo dell’intero alloggio, ma anche del bagno. Queste norme sono espresse nel Decreto ministeriale della Sanità del 5 luglio 1975 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 190 del 18 luglio 1975) e disciplinano la materia a livello nazionale, ma soprattutto il Regolamento edilizio di cui ciascun Comune è dotato.

Con il Regolamento edilizio il Comune disciplina le caratteristiche degli edifici e delle loro pertinenze, le destinazioni d’uso degli stessi, le attività di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio comunale, sul suolo e nel sottosuolo, le procedure e le responsabilità amministrative di verifica e di controllo. In sostanza, è la legge a cui chi costruisce o ristruttura - anche solo il bagno - della propria abitazione deve fare riferimento per ogni singolo aspetto che riguarda la parte “architettonica” del locale.

In questo scenario, come si collocano i serramenti? Quali sono le azioni necessarie dal punto di vista progettuale che riguardano gli infissi?

Cerchiamo di rispondere insieme ad alcuni dei quesiti più frequenti.

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In bagno ci vuole la finestra?

La legge nazionale richiede che in tutti i locali di un’abitazione ci sia illuminazione naturale diretta, tranne che per alcune eccezioni. Per quanto riguarda il bagno, specifica che deve esserci un’apertura all’esterno per il ricambio dell’aria oppure un impianto di aspirazione meccanica. In questo secondo caso, la normativa locale dà in genere indicazioni più restrittive, specificando nel dettaglio tutti i requisiti in tema di aeroilluminazione naturale.

Nel Regolamento edilizio del Comune di Milano ad esempio, si legge che almeno un bagno dell’abitazione deve avere una finestra apribile per il ricambio dell’aria. In caso di abitazioni fino a 70 mq - purché con una sola camera da letto - e di case con almeno un altro bagno dotato di finestra, è consentita invece l’aerazione attivata. Questo significa che si può trasformare un ripostiglio oppure utilizzare un altro vano privo di finestra per ricavare un secondo bagno, purché si seguano le indicazioni del Regolamento edilizio - che può variare da Comune a Comune - in merito all’aerazione meccanica.

È necessario un disimpegno?

In molti Comuni viene posta attenzione a una netta e precisa divisione delle funzioni in casa e, in particolare, a una separazione tra bagno e cucina.

Il Regolamento edilizio di Milano ad esempio impone che il bagno, o comunque l’ambiente contenente il vaso igienico, sia disimpegnato dalla cucina mediante un apposito vano delimitato da serramenti, che può essere l’antibagno, il corridoio o un atrio. In una disposizione del genere è possibile, però, prevedere nell’antibagno un lavabo e quindi una zona lavanderia.

Esempio di zona disimpegno

Quali sono le aperture migliori per porte e finestre?

Sia per quanto riguarda le porte che per le finestre, non esiste una regola valida sempre.

La progettazione e la scelta del miglior serramento dipende dalla tipologia di ambiente e dal risultato che si desidera ottenere.

In linea generale, per quanto concerne le porte, se si vuole avere una maggiore sensazione di spazio è bene scegliere una porta che apra contro la parete più vicina, così non starà a centro stanza quando aperta. Se si vuole nascondere qualcosa (la lavatrice, i sanitari, la nicchia doccia, una parte di vasca), la soluzione ideale è fare in modo che il verso di apertura sia in quella direzione. Attenzione alle soluzioni di apertura verso il centro del bagno: spesso si tratta di soluzioni ingombranti e fastidiose durante l’uso quotidiano.

Per quanto riguarda le finestre, invece, il consiglio generale è fare in modo che si apra verso la parete più vicina. Ante ad apertura a 180°, possibilmente con vasistas, consentiranno di arieggiare il locale senza creare ingombro. Se il vano è molto ampio, una soluzione è quella di installare un prodotto a doppia anta, riducendo così l’ingombro della stessa quando in posizione aperta.

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Esempio di doccia adiacente alla finestra

Si può realizzare una doccia davanti alla finestra?

Esclusa a priori sino a qualche tempo fa, questa soluzione oggi è molto utilizzata perché permette di sfruttare al meglio gli spazi, anche in quegli ambienti stretti e lunghi, tipici delle abitazioni degli anni 60/70. La zona doccia posta davanti alla finestra consente infatti di sfruttare l’intera larghezza del bagno, ottenendo un box di dimensioni comode.

La tipologia della chiusura della doccia dovrà essere scelta considerando la necessità di accedere facilmente alla finestra e di tenere al contempo il bagno arieggiato il più possibile. La scelta della finestra dovrà ricadere su materiali resistenti all’umidità e all’acqua - come nel caso del PVC - di facile manutenzione e su vetri opalini o satinati così da garantire privacy e discrezione.

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