I significati nascosti delle porte

05 . Aug . 2013 | in Curiosità


Nel significato allegorico, oltrepassare una porta significa attraversare il confine tra un mondo e un altro, o accedere a un tempo diverso. La porta è spesso associata a significati simbolici complessi: uno dei più diffusi è legato all'idea di “passaggio”, un concetto ricco di significati che, ad esempio, può indicare il concreto attraversamento di un luogo o il più astratto varco dall'età infantile a quella adulta. Vi è poi un’ulteriore declinazione più pragmatica, che indica il cambiamento socio-culturale di un individuo, come il passaggio da uno stato sociale ad un altro. La linea di confine è figurativamente rappresentata da una porta.

Un unico mezzo per esibire o celare

Sostenere che la porta sia solo uno strumento per dividere le stanze di una struttura è riduttivo. Quando si chiude una porta si vuole impedire a qualcuno di guardare cosa si cela dietro o di oltrepassare quel dato confine, rivendicandone il proprio possesso. Quando una porta è aperta, al contrario, si vuole esibire, mettere volutamente in risalto l'altro lato di una stanza. La porta è un confine in cui si accede da un luogo ad un altro, in cui si denotano le diverse azioni che vengono compiute in essi: in una stanza da letto si dorme, in quella da pranzo si mangia, in quella da bagno ci si lava, in uno studio si lavora. Ognuna di queste azioni quotidiane ci accomuna. Ciò che ci rende unici è lo stile con cui scegliamo la porta, il confine tra una stanza ed un altra.

Multiple personalità della porta

Ognuno di noi dà per scontato che le nostre case prevedano necessariamente delle porte come mezzo per suddividere gli spazi. Ma se ci appare banale questo concetto, è necessario spiegare cosa le porte rappresentino.
Nell'arte e in ogni espressione trascendentale, la porta è intesa come un limite ed assume un valore negativo. “La poesia non avrà mai porte”, noto aforisma di Alda Merini, spiega ciò che esse indicano nell'arte oratoria: un vincolo, un limite che impedisce la libera espressione del proprio “io”. Nella realtà empirica, esse indicano una divisione degli ambienti ed una tutela della nostra intimità. Da un lato un ostacolo, quindi, dall'altro una protezione. Una casa senza porte non ci dà sicurezza, non ci protegge da occhi indiscreti ed è come avere una telecamera puntata dritta su di noi. La porta ci permette di arricchire gli ambienti ed assume essa stessa una propria personalità in empatia con quella del padrone di casa: una porta a vetro, con un tocco di eleganza e malizia, esibisce l'arredamento; una scorrevole delimita o uniforma due ambienti, creando un open space per una tipologia di persona estroversa ed espansiva, ma che, al contempo, ama proteggere la propria intimità; una di design risalta o si mimetizza ed è adatta ad una personalità esuberante o, al contrario discreta; una classica acuisce la nostra idea romantica del retrò; una moderna risalta il gusto della mondanità, con un misto di eleganza e frivolezza. Ognuna di esse evoca un carattere unico e la porta diventa, quindi, espressione della nostra personalità.


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