Dalla storia della finestra alla finestra che fa storia

04 . Nov . 2013 | in Curiosità


Un pomeriggio d’autunno, guardando la finestra chiusa e osservando la luce che pian piano invade la stanza, nasce spontanea una domanda: quale storia si nasconde dietro gli infissi?

Storia della finestra

Nell’antichità la finestra era già presente, ma non per caratterizzare strutturalmente un edificio. Nell’antico Egitto, ad esempio, le finestre erano molto piccole e il loro uso era strettamente funzionale, in quanto serviva per dar ricambio d’aria continuo e far entrare, in modo appropriato, la luce negli ambienti, mediante lunghi e stretti spiragli.

Al tempo dei Romani, le finestre delle abitazioni che affacciavano su strada, venivano poste in alto, in modo da tenere gli ambienti protetti da sguardi indiscreti. Per lo più erano di forma rettangolare.  Iniziarono ad essere installati i vetri alle finestre, ma solo nelle case delle persone facoltose. 
Nella maggior parte delle abitazioni, su queste alte aperture, venivano poste pelli o stoffe più o meno pesanti, a seconda della stagione. 
In alcuni casi venivano montati anche dei battenti in legno che potessero proteggere la casa da temperature rigide o troppo elevate. Questo, a discapito della luce.

Durante il Medioevo, le finestre erano di dimensioni ridotte, perché si pensava soprattutto a difendere la proprietà dagli attacchi dei nemici.
Nel periodo Romanico si svilupparono i rosoni, grandi finestre circolari con vetri decorati. 
Col Gotico, soprattutto negli edifici religiosi, le finestre divennero alte, dando ampiezza e respiro alle mura. In questo periodo i rosoni arrivarono ad ornare l’intera facciata degli edifici con i loro colori. Per quanto riguarda le abitazioni, anche in questo caso le finestre si alleggerirono e permisero l’inserimento dei vetri.
Tipiche di quest’era le finestre bifore o trifore, ossia finestre divise da pilastrini in due o tre sezioni e sormontate da archi a tutto sesto.

Nel Rinascimento, continuò ad usarsi qualche bifora, ma per lo più si ritornò ad una certa linearità nelle forme, con finestre rettangolari. 
Anche nel Barocco la finestra proseguì nelle sue sembianze rettangolari. Ad essa si alternarono però le forme quadrata, tonda e ovale. In questo periodo assunse molta importanza l’incorniciatura delle finestre, sempre molto fantasiosa e ricca di elementi figurativi. La finestra conquistò il senso dell’arte.

A fine Ottocento, con l’arrivo di nuovi materiali, quali acciaio e cemento e con l’avvento di tecniche innovative, la finestra entra nella concezione moderna, così come la conosciamo oggi. 
La finestra non è più solo un’apertura nel muro, utile al passaggio di luce ed aria, ma un elemento fondamentale nella struttura degli edifici, tanto da poter creare con esse costruzioni composte da grandi vetrate che affacciano sulla città.

La finestra che fa la storia

Questo breve excursus storico ci ha permesso di scoprire i ruoli della finestra nelle varie ere.  Nella concezione moderna la finestra deve garantire un piacevole impatto estetico, ma soprattutto una perfetta tenuta termica ed acustica e un’ottima luminosità.
Ormai conosciamo bene l’argomento “infissi”.  Sappiamo che oltre all’apertura classica possiamo trovare l’apertura a ribalta o le finestre scorrevoli. Sappiamo che esistono finestre in legno, finestre in alluminio, finestre in PVC.

Cos’altro potrebbe stupirci?

Oggi, la rivoluzione è rappresentata da Fin-Project
Fin-Project è la nuova nata in casa Finstral. Una finestra destinata a fare la storia. L’innovazione consiste principalmente nel materiale o, per meglio dire, nei materiali di cui è composta. Infatti, al corpo centrale del serramento, costituito in PVC, con profili pluricamera, si unisce la leggerezza dell’alluminio, che riveste sia il lato esterno che il lato interno dell’infisso. 
Tutte le migliori qualità dei due materiali sintetizzate in un unico prodotto. 
Qui si fa la storia. E voi? Siete pronti a prenderne parte?


Tag: